Credito su pegno

Quando si ha bisogno di una somma di denaro in tempi rapidi per far fronte a una spesa improvvisa o a una necessità, una buona soluzione può essere quella di rivolgersi a un istituto bancario e richiedere un credito su pegno. Vediamo come funziona, quali sono le sue caratteristiche e come avviene il riscatto del bene.

Come funziona il credito su pegno?
Il credito su pegno (che in origine era il Monte di Pietà, fondato in Italia nel XIV secolo, e poi assunse questa denominazione dal 1938) è una forma di prestito di denaro che consiste nel presentare un bene alla banca, che dopo un’attenta valutazione, consegna la somma di denaro per il valore commerciale stimato del bene; l’istituto bancario indica quando questa somma dovrà essere restituita con i relativi interessi per ottenerne, alla scadenza, la restituzione. Il prestito riguarda somme di denaro non elevate e si riferisce a un bene che può essere un gioiello, una pietra preziosa o un orologio dal valore contenuto. La banca fa stimare il bene da un perito e concorda col proprietario entro quando la somma deve essere rimborsata, comprensiva degli interessi maturati nel frattempo, per poi restituire il bene alla scadenza, una volta saldato il finanziamento. Questa procedura viene formalizzata nella contestuale stipula della polizza al portatore, un documento in cui sono indicate le caratteristiche del bene, le condizioni e l’importo del finanziamento, il valore del bene, la durata del prestito (con la data di stipula e di scadenza del prestito). Qualora la somma di denaro prestata con i relativi interessi non venga restituita entro il periodo di tempo stabilito, l’oggetto va all’asta.

Caratteristiche del credito su pegno
Le caratteristiche del credito su pegno sono le seguenti:
Occorre essere maggiorenni
Si può scegliere una durata che varia dai 3 mesi a un anno
Occorre sottoscrivere la polizza al portatore
Ci deve essere una perizia sull’oggetto del pegno
In caso di mancato rimborso del finanziamento l’oggetto va all’asta
Una volta saldato il prestito, il proprietario ha diritto alla restituzione del bene

Il riscatto del bene
Quando il proprietario ha provveduto a restituire le somme del finanziamento comprensive degli interessi, ha diritto alla restituzione dell’oggetto. È importante sapere che, comunque, colui che ha richiesto il credito su pegno rimane proprietario del bene oggetto del finanziamento. Nel caso in cui non riesca a restituire le somme entro il tempo pattuito, può richiedere un prolungamento della data di restituzione e pagare gli ulteriori interessi che si vengono a sommare a quelli precedentemente concordati. Può anche riscattarlo prima della scadenza; se invece non riesce a rimborsare il prestito, il bene va all’asta dopo 30 giorni dalla scadenza del prestito. Ci sono quindi ulteriori 30 giorni a favore del proprietario.

La normativa che disciplina questa procedura, cui fare riferimento per ulteriori approfondimenti, è la seguente: legge nr. 745 del 10.05.1939, decreto ministeriale approvativo del 25 maggio 1939 nr. 1279, decreto legislativo del 01 settembre 1993 nr. 385 art. 106, articoli 2784 e seguenti del codice civile.

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